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Baron
Gautsch
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a cura del
Murena
Tech Team Trieste
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| Nave passeggeri austriaca, il
più famoso relitto dell'alto Adriatico. |
| Costruita nel 1908 |
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Cantiere: Gourlay Bros &
Co. Ltd - Dundee
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| Stazza: 2069
tonnellate |
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Armatore: Lloyd Austriaco
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Equipaggio: 42
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| Porto di
armamento: Trieste (A.U.) |
| Affondata
urtando una mina il 23 agosto 1914. |
| NOTE
STORICHE: In navigazione da Cattaro a Trieste, con molti passeggeri (da
280 a
350) che scampavano alla guerra, per cause mai ben accertate, entrò nel
campo minato posto a difesa del porto di Pola e urtò una mina.
L'affondamento, descritto in libri e documenti vari, causò molte vittime,
il cui numero non poté mai essere accertato con sicurezza in quanto a
bordo c'erano molti militari che venivano trasferiti e viaggiavano senza
regolare biglietto. Furono salvate 178 persone, di cui 41 membri
dell’equipaggio, e recuperate circa una cinquantina di salme. Nel
relitto c'è una targa commemorativa. |
| CURIOSITÀ:
La nave prende il nome da Paul Gautsch von Frankenthurn (1851-1918) che
alla fine del 19° secolo era il Barone della Carinzia; fu tre volte Primo
Ministro (1897-1898; 1905-1906; 1911); ministro dell'Interno (1897-1898) e
della Cultura e Educazione (1885-1893; 1895-1897) dell'impero
Austro-Ungarico quando regnava Franz Joseph I°. |
| Il
“Barone” è sicuramente il più bel relitto dell’alto Adriatico e
per visitarlo tutto servono parecchie immersioni; essendo una nave
passeggeri è costituito da più ponti e quindi la sua esplorazione è
lunga e complessa. Sicuramente i sub più esperti trovano molto
interessante e stimolante penetrare il relitto nei tre ponti inferiori ( I°,
II° e III° coperta), ma bisogna stare molto attenti sia
all’orientamento, sia a possibili crolli/collassamenti delle strutture,
ma possiamo garantire che anche un paio di immersioni tra le strutture
della contro coperta e della coperta di passeggio. Naturalmente è un
ottimo soggetto fotografico, e i particolari non mancano. l
relitto giace in assetto di navigazione e generalmente ha due cime di
discesa: una a prua e una a poppa, quindi attenzione sia a pianificare
correttamente l’immersione, sia a non sbagliare cima di risalita;
Ovviamente il fatto di avere due cime consente di pianificare una
“traversata del relitto” coordinandosi opportunamente con il
barcaiolo. Come già detto il relitto è molto grande e anche a chi lo ha
già visitato più volte trova sempre novità. Comunque ecco una serie di
particolari da non perdere. Restando fuori del relitto o penetrando
solamente nelle sovrastrutture; la prua con il tagliamare verticale tipico
delle navi dell’epoca con le
sue ancora nelle cubie; il salone di prima classe; le casse dei salvagente
nelle passeggiate, gli osteriggi della sale macchine; la plancia di
comando, i fori dei camini, il salone di seconda classe, la timoneria di
poppa con i mozzi delle ruote dei timoni e ovviamente l’elegante poppa
con il timone. Penetrando il relitto invece possiamo passare per il bar,
gli alloggio di prua, vedere i pozzi delle catene delle ancore, quello che
resta degli ascensori, la cucina con un bellissimo lavabo, bagni con vasca
e orinatoi su cui ancora si leggono i marchi di fabbrica, la cassaforte
(…aperta e vuota) la parte alta della sala macchine , i bagni e gli
alloggi di poppa. La parte bassa della sala macchine, molto bella ampia e
articolata, le caldaie, il deposito bagagli, le stive inferiori, gli
alloggi dell’equipaggio che si trovano tutti nella III° coperta sono
invece luoghi molto pericolosi la cui penetrazione è riservata
esclusivamente a sub veramente molto esperti oltre che perfettamente
addestrati. |
| dimensioni |
lunghezza |
82,35 |
larghezza |
11,93 |
| profondità |
massima |
39 |
minima |
27 |
| miscela consigliata |
ean |
29 |
trimix |
21/35 |
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